A tu per tu con il Cielo d’Estate

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Eccoci giunti nel pieno dell’Estate, stagione che si presta ottimamente alle attività all’aria aperta e anche, soprattutto per noi, “sotto le stelle”: tante sono, tra l’altro, le bellezze da ammirare del cielo estivo.

Anzitutto la Via Lattea: mai come in questa stagione è visibile, alle nostre latitudini, alta nel cielo, la sagoma del disco della nostra galassia, un polverio di stelle che già Galileo esplorò per la prima volta con il suo cannocchiale.

E ancora adesso il modo migliore per esplorarla è utilizzando un binocolo (un 8×50 andrà benissimo), in grado di mostrarci l’alternarsi di addensamenti stellari e zone oscure. Naturalmente ci stiamo riferendo a una situazione ideale, con un cielo scuro e senza inquinamento luminoso: dalle grandi, ma anche piccole, città, così come purtroppo dalla maggior parte delle località dei castelli romani e del litorale romano, la Via Lattea è ormai da tempo un lontano ricordo…

Tutti saranno comunque in grado di identificare il tipico allineamento stellare dell’estate: il famoso “triangolo estivo” formato dalle stelle a delle costellazioni del Cigno (Deneb), della Lira (Vega) e dell’Aquila (Altair). Partendo da questo grande triangolo, alto nel cielo già nelle nottate di luglio,si trova, sul prolungamento Deneb-Vega, il trapezio di Ercole; tra Deneb e Altair, invece, troveremo la Volpetta, la Freccia e il Delfino, tre piccole costellazioni, mentre a Sud dell’Aquila, lungo l’eclittica, si dipanano il lungo Serpente, lo Scudo e il Capricorno. Chiudono, sempre basse sull’orizzonte Sud, il Sagittario e lo Scorpione.

Per osservare al meglio le costellazioni estive, solo con l’aiuto dei nostri occhi, occorrerà quindi recarsi in luoghi lontani dalle luci artificiali, come ad esempio l’ampio altopiano dei Pratoni del Vivaro, dove sorge infatti l’Osservatorio Astronomico “F. Fuligni” gestito dall’Associazione Tuscolana di Astronomia (www.ataonweb.it), aperto al pubblico tutti i fine settimana, il venerdì sera.

Attraverso i telescopi presenti in Osservatorio sarà possibile andare molto “oltre” quello che possiamo osservare con i nostri occhi: ad esempio si potrà ammirare la nebulosa planetaria M57, residuo della fase di espansione finale della stella originaria, conclusasi circa 20.000 anni fa e ora ridotta a una piccola nana bianca visibile al centro dell’anello (in realtà una sfera di gas ionizzato).

Ma molte altre sono le “attrattive” del cielo estivo, tutte visibili con il telescopio: il celeberrimo ammasso stellare globulare M13, nell’Ercole, i numerosi altri ammassi e nebulose gassose nel Sagittario e nello Scorpione, un’altra famosa nebulosa planetaria, M27 nella Volpetta.

Ancora ottima la visibilità dei pianeti: Saturno sarà osservabile nella prima parte della notte, mentre Giove e Marte per gran parte della notte.

 

stella-cadente1Ma il cielo stellato del mese di Agosto è forse più popolare per le cosiddette “Lacrime di San Lorenzo”, o “stelle cadenti”. Occorre però fare subito una precisazione: la data in cui si osserva il maggior numero di stelle cadenti non è il 10, bensì l’11 o il 12 agosto (quest’anno la notte del 12 Agosto).

Le “meteore”, termine corretto per indicare le “stelle cadenti”, sono minuscoli corpuscoli solidi che si disintegrano in atmosfera quando precipitano sulla Terra. Hanno tre nomi diversi: meteoroidi, ovvero i corpuscoli vaganti nello spazio;  meteore, ovvero le scie luminose prodotte nell’ingresso in atmosfera: infine meteoriti, ovvero quei corpi solidi che, date le maggiori dimensioni iniziali, riescono ad arrivare fino al suolo.

Il nome scientifico delle “Lacrime di San Lorenzo” è “Perseidi” e si tratta, tecnicamente parlando, di uno “sciame meteorico”. Le meteore, infatti, si presentano con una frequenza nettamente superiore a quella media di ogni notte e sembrano provenire da un unico punto della volta celeste, detto radiante dello sciame. In effetti gli sciami sono causati dall’attraversamento della Terra di una scia di polveri rilasciata da una cometa: nel caso delle Perseidi si tratta della cometa Swift-Tuttle, il cui ultimo passaggio ravvicinato alla Terra è avvenuto nel 1992.
Durante la notte del massimo si può osservare anche qualche decina di meteore l’ora. Il tasso però aumenta man mano che il radiante sorge e si alza sull’orizzonte. Consigliamo quindi di munirsi di una sedia a sdraio o di una stuoia e di attendere in compagnia l’aumento dell’attività meteorica nella seconda parte della notte.

Quest’anno l’osservazione sarà resa ancora più favorevole dall’assenza di Luna: giovane solo di qualche giorno, infatti, tramonterà qualche ora dopo il Sole.

Gli appassionati astrofili dell’Associazione Tuscolana di Astronomia non mancheranno anche quest’anno l’appuntamento con il pubblico e con la diffusione della cultura scientifica, che è ormai diventato una occasione di divulgazione astronomica europea, grazie alle “Notti delle Stelle” promosse dall’Unione Astrofili Italiani (www.uai.it), spesso associate anche alla manifestazione eno-gastronomica “Calici di Stelle”.

Per l’occasione l’ATA offrirà al pubblico numerose postazioni di osservazione in varie località dei castelli romani, prima fra tutte la “Serata Speciale” all’Osservatorio Astronomico F. Fuligni, dove saranno allestiti oltre a tanti telescopi, anche un eccezionale Planetario digitale nonché ovviamente presentazioni, conferenze e naturalmente… tante stelle cadenti !

 

Luca Orrù

Presidente Associazione Tuscolana di Astronomia

 

 

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