Stella di Barnard

Nell’ultima serata di Luna piena di qualche giorno fa (09/06/17), quando l’attività di ricerca era limitata dall’abbagliante luminosità della nostra fedele compagna di viaggio, ho deciso di riprendere una foto di un oggetto che non fosse disturbato da tutta quella luce e che se non fosse per una sua caratteristica peculiare sarebbe una qualsiasi stellina di magnitudine 9.5: si tratta della Stella di Barnard.

Questo astro nella costellazione dell’Ofiuco, prende il nome dal suo scopritore, l’astronomo statunitense Edward Emerson Barnard che nel 1916 ne misurò la sua caratteristica più appariscente cioè il moto proprio, ovvero il moto apparente rispetto a quelle che chiamiamo impropriamente stelle fisse ma di cui in effetti non percepiamo il movimento a causa della loro grande distanza da noi.

Il valore oggi accettato per questo parametro è di circa 10.36 arcosecondi all’anno il che significa che è una delle poche stelle di cui in una vita umana sia possibile rilevare lo spostamento; e questo è esattamente quello che abbiamo fatto in ATA. La prima ripresa che abbiamo della stella è dell’agosto 2013 e quindi abbiamo confrontato la sua posizione con quella della scorsa notte per vedere quanto il movimento si notasse. Il risultato è stato questo.

 

Si può osservare che a causa del diverso orientamento della CCD nelle due foto, il campo inquadrato sia nettamente differente; ciononostante si riescono a riconoscere molte delle stelle immobili in entrambe le immagini mentre una di esse si sposta notevolmente. Il movimento risulta essere appunto di circa 40 secondi d’arco!

Ma a cosa è dovuta tutta questa fretta? In effetti la causa è la ragione più ovvia: la stella di Barnard, con solo 5.94 anni luce è, dopo il sistema di Alfa/Proxima Centauri, la stella più vicina a noi.

In tal proposito è interessante osservare che la stella di Barnard si sta avvicinando a noi, in direzione radiale,alla ragguardevole velocità di 120 chilometri al secondo (Roma-Napoli in un paio di secondi scarsi) ma non arriverà mai ad essere la nostra stella piú vicina (dopo il sole ovviamente) in quanto, come si vede dalla figura sotto, tra circa 10000 anni inizierà ad allontanarsi di nuovo e successivamente altre stelle si avvicineranno di più.

Barnard

Per tutti noi che abbiamo a disposizione tempi molto più ristretti ci rivediamo tra un paio d’anni per osservare l’ulteriore spostamento di questa piccola nana rossa nel nostro cielo.

Angelo Tomassini

Coordinatore Corpi Minori – Associazione Tuscolana di Astronomia

 


 

                                                                                                   

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