Monitoraggio Inquinamento Luminoso

683411main_iss032e020159_1600_946-710L’Associazione Tuscolana di Astronomia è impegnata da sempre nella difesa del cielo notturno sui Castelli Romani, per evitare inutili sprechi e contribuire a far sì che la legge regionale Lazio sull’inquinamento luminoso (uno strumento veramente valido, se correttamente applicato) sia realmente rispetta ed applicata.

L’Associazione Tuscolana di Astronomia si è interessata al fenomeno dell’i.l., effettuando un rilevamento su tutta l’Area dei Castelli Romani, già nello scorso 1997, ed ha poi proseguito il suo impegno nel campo partecipando alla costituzione di un coordinamento regionale sull’inquinamento luminoso che ha portato all’approvazione della legge regionale 23/2000.

Ha organizzato convegni, incontri con le amministrazioni, manifestazioni pubbliche di sensibilizzazione, ma soprattutto svolge una continua azione di segnalazioni degli impianti non a norma, in stretta collaborazione con i Comandi dei Vigili Urbani dei Comuni di tutto il territorio. L’ATA fa altresì parte del coordinamento “Lazio Stellato“, di recente costituzione, ed è responsabile per la provincia sud di Roma.

Chiediamo a tutti i cittadini responsabili di collaborare, segnalandoci situazioni che considerano non a norma. In prima istanza può essere utilizzata la linea guida regionale o la più approfondita guida ragionata e visuale.

Approfondimenti sulla normativa regionale del Lazio sono disponibili sul sito web di Lazio Stellato.

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Cos’è l’Inquinamento Luminoso

I raggi luminosi (fotoni ed onde elettromagnetiche) emessi dalle fonti luminose artificiali quali i lampioni, le insegne, etc., diretti verso il cielo, danno luogo all’inquinamento luminoso; una qualsiasi civiltà extraterrestre che osservasse il nostro pianeta scoprirebbe che esso è abitato notando l’irradiazione luminosa.

Quali effetti ha l’inquinamento luminoso ?

L’effetto più immediato è l’azione di “appannamento” della visione notturna del cielo, come può essere facilmente riscontrato osservando il cielo dalle nostre città, sempre più povero di stelle. Con un tale cielo i nostri avi non avrebbero scoperto nulla; invece gli antichi popoli d’oriente del primo millennio avanti Cristo, (Caldei, Babilonesi, Greci), posero le basi dell’astronomia proprio grazie al cielo esente dall’inquinamento del “progresso”.

ontario14aug03Ma l’inquinamento luminoso ha anche altri effetti, indiretti ma non meno importanti, quali la rottura dell’equilibrio naturale giorno/notte, con effetti sia sulla salute umana che sulla flora e fauna, specialmente nei parchi naturali e in particolare in quei parchi, quali quello dei Castelli Romani, che si trovano a stretto contatto con grossi centri urbani o aree ad alta antropizzazione.

Infine, c’è lo spreco energetico derivante da una mancata ottimizzazione dell’illuminazione artificiale, se non proprio ad una illuminazione eccessiva e spesso assolutamente inutile e dobbiamo ammettere che quella rivota al cielo non è soltanto inutile ma una spesa a fondo perduto, anche quando si vorrebbe ottenere maggiore sicurezza; tutte le statistiche in materia confermano che la sicurezza stradale e la sicurezza contro furti e vandalismi non risente in modo determinante da una maggiore illuminazione degli ambienti, interni ed esterni. Inoltre, visto che affidiamo sempre più spesso la sorveglianza agli occhi elettronici delle telecamere, è bene sapere che questi occhi sono estremamente più sensibili di quelli umani e quindi notevolmente meno energivori in termini di luce necessaria a catturare le immagini.

La conoscenza sull’Inquinamento Luminoso si sta diffondendo sempre più velocemente nel nostro paese. Nasce da una esigenza di “sopravvivenza” molto sentita dagli astrofili e astronomi, ma oggi ha delle ricadute importanti nella nostra società, soprattutto per il risparmio energetico, strada vitale per gestire al meglio le risorse del nostro pianeta, in una società sempre più orientata al consumismo senza regole precise.

Negli ultimi anni sono state numerose le iniziative legislative in materia di inquinamento luminoso sia a livello nazionale (dove però nessun disegno di legge è finora mai arrivato fino all’approvazione finale) che a livello regionale, dove invece esistono ormai più di venti Regioni che hanno adottato una propria legislazione.

Nell’ambito della Regione Lazio un grosso passo avanti è stato compiuto il 13 Aprile 2000 con l’approvazione della legge regionale n.23 e del Regolamento Attuativo, emanato il 18 Aprile 2005. Il 14 Agosto 2008 è stata inoltre pubblicata sul BURL la delibera 447 del 23 Giugno 2008, che aggiorna l’elenco degli osservatori della regione Lazio e delle zone particolari da proteggere contro l’inquinamento luminoso.

 


L’inquinamento Luminoso sui Castelli Romani

Tornando al nostro territorio, come emerge dal rilevamento da noi effettuato già nel 2001, l’inquinamento luminoso su Roma non solo rende praticamente inefficace ogni tipo di osservazione dalla metropoli, ma disturba il cielo delle regioni limitrofe fino a circa 40 Km di distanza. Le zone a Nord dei Castelli, quelle direttamente affacciate su Roma, risentono pesantemente degli effetti negativi di questo inquinamento. Tuttavia le zone centrali, ed in particolar modo quelle a Sud-Est, coperte dalla illuminazione diretta dalla catena di Monte Cavo e di Tuscolo – Monte Salomone, risultano, se si considera la relativa vicinanza a Roma, piuttosto buone.

Il lavoro esposto quantifica in maniera abbastanza precisa la qualità del cielo, dando una idea più sensata a cosa si intenda per “buona qualità” e fornendo una “carta” della qualità del cielo su tutti i Castelli, anche se con gli strumenti a disposizione nell’ormai lontano 1997.

Da questa carta in particolare emerge come le zone più adatte all’osservazione astronomica siano incredibilmente corrispondenti ai confini del Parco Regionale dei Castelli Romani, istituito già nel 1984.

L’Area dei Castelli si pone quindi, quasi naturalmente, come una “oasi” per l’osservazione astronomica anche per tutti coloro, come i cittadini romani, ai quali è stata definitivamente tolta la possibilità di godere dei panorami celesti.

L’estensione geografica della nostra Associazione e la consistenza numerica dei nostri soci ci ha permesso di attivare un programma di monitoraggio e di controllo almeno dei fenomeni più eclatanti di inquinamento luminoso, che ha però estrema necessità di essere promosso e diffuso il più possibile a tutta la cittadinanza.

 

 

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