A caccia di astrobufale al Parco astronomico di Rocca di Papa

Sono in tanti a credere che Marte possa apparire grande quanto la Luna, che la Terra sia piatta o che l’uomo non sia mia stato sulla Luna. Perché crediamo alle astrobufale? Come difendersi dalle false notizie che circolano in rete? Come selezionare fonti e contenuti delle fake news? Se ne parlerà venerdì 13 dicembre al Parco astronomico “Livio Gratton” di Rocca di Papa in occasione dell’Astroincontro “Le fake news dell’astronomia”. L’evento, dedicato sia alla scoperta delle astrobufale che all’osservazione del cielo, è organizzato dall’Associazione Tuscolana di Astronomia (ATA), attivamente impegnata nella diffusione della cultura scientifica da oltre 20 anni.

“Cosa si intende per astrobufala? Una infinità di false notizie e opinioni sull’astronomia: notizie inventate e opinioni senza basi scientifiche”, spiega Antonietta Guerrieri, esperta divulgatrice dell’ATA e relatrice della conferenza. “In occasione dell’evento del 13 dicembre si parlerà di supermarte, della superluna, dell’astrologia, la più grande astrobufala, degli ufo nell’arte, delle diverse idee della discesa dell’uomo sulla Luna, delle assurde ipotesi ricavate dall’archeoastronomia e di tanto altro ancora. Spiegheremo inoltre come capire quali sono le astrobufale e come smantellarle”.

Al termine della conferenza sarà possibile mettere l’occhio all’oculare dei telescopi per osservare le meraviglie del cielo con grande livello di dettaglio, con gli operatori dell’ATA Paolo Crescenzi e Matteo Petrassi. In caso di maltempo, sarà possibile assistere a uno spettacolo di astronomia all’interno del planetario, formidabile strumento di simulazione del cielo. Tra gli oggetti visibili– come riporta il “cielo del mese” pubblicato dall’Unione Astrofili Italiani (UAI) – c’è Venere, protagonista senza rivali del cielo serale, osservabile a lungo sull’orizzonte a sud – ovest al calare dell’oscurità. Ultime settimane di osservabilità serale per Saturno, sempre più basso sull’orizzonte occidentale. Urano culmina invece a sud nel corso delle prime ore della notte, dove è agevolmente osservabile ben alto sull’orizzonte. I telescopi possono essere puntati anche su Nettuno, osservabile a sud – ovest per alcune ore nel corso della prima parte della notte.

Per quanto riguarda le costellazioni, con il mese di dicembre entriamo nel periodo di migliore osservabilità delle grandi costellazioni invernali che caratterizzeranno i prossimi mesi. Le costellazioni autunnali, povere di stelle brillanti, del Capricorno, Acquario e Pesci si avviano al tramonto nel cielo di sud – ovest, sostituite a sud – est dall‘inconfondibile costellazione di Orione, accompagnata dal Cane Maggiore con la fulgida Sirio, dal Toro e dai Gemelli. In queste costellazioni possiamo individuare alcune delle stelle più luminose dell’intera volta celeste: oltre a Sirio, ricordiamo la rossa Aldebaran nel Toro, Castore e Polluce nei Gemelli, Procione nel Cane Minore e Capella nell’Auriga. Orione, la più bella costellazione invernale, è caratterizzata dalle tre stelle allineate della cintura e dai luminosi astri Betelgeuse, Rigel, Bellatrix e Saiph che ne disegnano il contorno e dalla famosa nebulosa (M 42), situata nella spada, poco al di sotto della cintura.

Dicembre è anche uno dei mesi più indicati per l’osservazione delle stelle cadenti, per il suo elevato numero di ore di oscurità. La corrente meteorica principale del mese è quella delle Geminidi, comparabile per quantità e brillantezza delle stelle cadenti a quella delle Perseidi di agosto. Le Geminidi sono in genere particolarmente evidenti tra il 10 e il 15 dicembre e quest’anno – come sottolinea l’UAI – le vedremo in maggior numero nella notte del 13/14 dicembre. Da non perdere infine la cometa 2I/Borisov, che raggiungerà la minima distanza dalla Terra il 28 dicembre.

La serata è stata ANNULLATA per le avverse condizioni meteo.

Per maggiori informazioni e per prenotare consultare il link: http://lnx.ataonweb.it/wp/events/le-fake-news-dellastronomia/

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