Enrico Moy, quando la passione per gli astri incontra la professionalità

Originario di Piacenza e appassionato di astronomia fin da bambino, Enrico Moy è socio operativo dell’Associazione Tuscolana di Astronomia (ATA) da un ventennio. Con grande dedizione porta avanti attività di divulgazione astronomica e si occupa della manutenzione della strumentazione e dei locali del Parco astronomico di Rocca di Papa, sede dell’ATA, grazie alle sue conoscenze e competenze di geometra. L’Osservatorio è diventato la sua seconda casa, dove coltivare la sua passione per gli astri con amici di lunga data e metterla al servizio della collettività.

Enrico, come è nata la tua passione per gli astri?

Da ragazzo ero molto amante delle attività manuali, come molti miei coetanei: amavo costruire diversi oggetti a partire da semplici materiali di cui disponevo. Costruii, per esempio, un microscopio e un telescopio, perché gli astri mi affascinavano. Un’altra mia grande passione, coltivata per anni in maniera esclusiva, era la pittura. Il mio lavoro di capocantiere mi impegnava molto, mi portava a girare per l’Italia e non mi permetteva di trovare il giusto tempo per coltivare le mie passioni. Solo quando il lavoro è diminuito ho ripreso a interessarmi all’astronomia. A Porta Portese comprai un telescopio da 60 mm, poco più di un giocattolo, con il quale riuscii però a vedere gli anelli di Saturno, Giove e i suoi satelliti. Rimasi estasiato da quelle osservazioni e decisi di approfondire le mie conoscenze astronomiche e di dotarmi di uno strumento più potente: un telescopio da 120 mm, che mi consentì di osservare altri meravigliosi oggetti celesti, come gli ammassi globulari. Da allora non ho più smesso di studiare e scrutare il cielo.

Quando è avvenuto l’incontro con l’Associazione Tuscolana di Astronomia?

Ho conosciuto l’ATA nel 2000 grazie al mio caro amico e socio storico dell’Associazione Giuseppe Mittiga, il quale vedendomi sempre armeggiare con la mia strumentazione astronomica nel giardino della mia abitazione mi propose di frequentare l’Osservatorio di Rocca di Papa. Dell’ATA mi è piaciuto subito l’approccio: la possibilità di stare a contatto con tanti altri astrofili, con cui condividere la mia passione per l’osservazione del cielo, e di poter mettere in pratica le mie conoscenze.

Quali attività svolgi per l’Associazione?

Nei primi anni, non avendo ancora solide conoscenze in ambito astronomico, ho contribuito a manutenere la strumentazione e i locali dell’Osservatorio, grazie ai miei studi e alle mie esperienze lavorative di geometra. Ho, per esempio, rinforzato il pavimento della vecchia cupola dell’Osservatorio, ho fatto pavimentare l’anticupola, ho costruito la casetta in legno con tetto scorrevole motorizzato che ospitava il telescopio della ricerca, ora trasferito nella nuova cupola. Ho inoltre pavimentato la meridiana orizzontale del giardino astronomico e costruito la sfera armillare. Poi frequentando l’ATA ho approfondito le mie conoscenze scientifiche e cominciato a fare l’operatore di telescopio in occasione di eventi in Osservatorio e sul territorio. Da alcuni anni sono anche operatore didattico: faccio osservare il Sole al telescopio agli studenti di ogni ordine e grado, illustro le principali caratteristiche della nostra stella in sala conferenze e guido le scolaresche alla scoperta degli strumenti per la misurazione del tempo presenti nel giardino dell’Osservatorio. Nel tempo sono diventato inoltre esperto in fotografia astronomica.

Cosa ricavi dalla collaborazione con l’ATA?

Grazie all’ATA mi sento utile, riesco a dare qualcosa ai giovani e al pubblico adulto, e ad avere grandi soddisfazioni. L’Associazione mi ha dato uno scopo di vita, che realizzo con passione e dedizione, e mi ha aiutato a superare i miei limiti, per esempio non mi sentivo molto a mio agio a parlare in pubblico, ma con la pratica ho imparato a farlo e acquistato sicurezza in me stesso. Poi ho avuto il grande privilegio di incontrare e conoscere tanti appassionati di astronomia e belle persone, che mi hanno dato tanto, umanamente e professionalmente, e sostenuto nei momenti più difficili della mia vita. Parlo di Italo Mazzitelli, persona davvero eccezionale, di Luca Orrù, di Emilio Sassone Corsi, di Adriano Palenga, che frequento abitualmente, e di altri cari amici.

Quali sono i momenti più belli del tuo percorso in ATA?

Ricordo sicuramente con grande gioia il momento in cui ho cominciato a fare l’operatore di telescopio, il mio debutto con il pubblico è stato molto emozionante. Altri ricordi che porto nel cuore sono gli Star Party a Campo Catino in compagnia della mia cara moglie e di tanti amici astrofili. Altrettanto emozionanti e degni di nota sono stati gli ultimi lavori che hanno dato un nuovo “volto” all’Osservatorio e che lo hanno dotato di un planetario fisso, grazie al quale è possibile offrire al pubblico attività di osservazione del cielo, simulato, anche in caso di maltempo. Dietro suggerimento di un socio, ho dipinto per il Parco astronomico rinnovato e ristrutturato un quadro che raffigura un soggetto astronomico, posto all’ingresso dell’Osservatorio: un modo per conciliare le mie più grandi passioni, per la pittura e per gli astri.

Foto astronomica di Enrico Moy – IC 434 in Orione

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