Perché non dobbiamo mai smettere di “guardare le stelle”!

Ho spesso evidenziato la crudezza dei dati che fotografano impietosamente la posizione di “cenerentola” (quantomeno a livello europeo) del nostro Paese sul fronte dell’istruzione, dell’università, della ricerca e della cultura scientifica.

Indice naturalmente della scarsa attenzione che notoriamente dedicano i nostri politici e amministratori a queste tematiche.

Gli ultimi dati aggiornati a fine 2017 (consuntivo ISTAT 2015) ci dicono che l’Italia investe complessivamente ancora solo l’1,34% del proprio PIL in Ricerca & Sviluppo (contro la media europea del 2% e la media del 3% dei paesi “di testa”). La buona notizia è che questo dato è in crescita (era l’1,21% nel 2011), la notizia meno buona è che a trainare questa mini-crescita è l’investimento privato, mentre quello pubblico va in controtendenza e soprattutto i dati provvisori 2016 e 2017 non sono altrettanto buoni.

La timida ripresa economica di cui pare stia godendo il nostro Paese rischia di essere davvero effimera se questi temi non verranno posti ai primi punti all’ordine del giorno del 2018 e soprattutto della campagna elettorale in atto… ma le premesse non sembrano affatto consolanti!

Dal canto nostro, come cittadini appassionati di scienza, abbiamo sempre cercato di spiegare che “guardare le stelle” non è – solo – un passatempo utile e intelligente (il che, se mi permettete, già non è poco!), ma significa soprattutto far comprendere quanto è importante “guardare avanti e oltre”, verso il futuro della nostra società, dandole speranza ovvero più risorse per istruzione, formazione e ricerca tecnico-scientifica.

E attraverso di esse, alimentare quell’innovazione tecnologica e di processo che tanto occorre all’industria italiana per tornare a essere “competitiva”, aumentando le opportunità per i (pochi, oltretutto) giovani laureati e diplomati in cerca di un lavoro qualificato.

Mai come nell’anno appena concluso possiamo dire, dal nostro piccolo “osservatorio sociale” (oltre che astronomico, s’intende), che è in forte crescita l’interesse verso la divulgazione scientifica, non tanto quella intesa come “intrattenimento” o “spettacolo” (ahimè…), ma proprio la voglia di conoscere, capire, approfondire, anche attraverso percorsi articolati.

Questo dato, messo insieme ad altri, come la conferma del successo di iniziative consolidate o il fiorire di nuove realtà nel campo della promozione culturale scientifica, è lo stesso che ci ha incoraggiato a lanciare il progetto dell’EcoMuseo del Cielo “Livio Gratton” e ci dà la misura di quanto il nostro impegno, portato avanti da ormai oltre vent’anni, stia portando i suoi frutti proprio tra il “pubblico” più vasto, ancor prima che tra i nostri amministratori.

In questo senso, il 2018 sarà – almeno per noi – un anno di rilancio e di rinnovata passione e impegno: mentre scrivo, stanno partendo finalmente i lavori che entro febbraio ci porteranno ad avere una cupola rinnovata per l’Osservatorio e soprattutto un nuovo Planetario. Seguiranno a stretto giro la sistemazione del nuovo strumento e postazione per la divulgazione, il laboratorio didattico, la sistemazione dei locali, in vista dell’inaugurazione di questa prima fase del progetto prevista per fine giugno, in concomitanza con l’ormai tradizionale “Festa dell’Osservatorio”.

Ma quest’anno segnerà, almeno speriamo, anche uno step fondamentale verso il finanziamento della seconda fase del progetto, quella che ci porterà a realizzare un nuovo sentiero delle stelle e le aree attrezzate per l’osservazione del cielo nel Parco dei Castelli Romani, completando così la nostra “vision”, portata avanti caparbiamente e contando praticamente – almeno fino a oggi – quasi solo sullo sforzo, umano ed economico, di noi tutti soci operativi – in primis – ma anche di tutti nostri i soci e delle decine di migliaia di persone che in tutti questi anni ci hanno seguito, convinti evidentemente che “guardare le stelle” non sia affatto una perdita di tempo…

Un 2018 pieno di “Cieli Stellati” a tutti quindi, astrofili e non!

Luca Orrù

Presidente Associazione Tuscolana di Astronomia

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