NOVA CAS V1408

Dal 18 marzo in cielo c’è una nuova stella ….una “stella nova” appunto, come gli astronomi antichi chiamavano le stelle che comparivano nel firmamento come per incanto da una sera all’altra.

Difatti la notte del 18 marzo un astrofilo giapponese che stava fotografando una regione stellare nella costellazione di Cassiopea, si è accorto che lì dove in precedenza non vi erano stelle, nella foto successiva appariva un punto luminoso che gli astrofili sanno correttamente interpretare.

In genere le stelle nove sono composte da sistemi binari in cui una componenete è una nana bianca mentre l’altra componente di solito è una gigante rossa. In genere la nana bianca, essendo più compatta, esercita una attrazione gravitazionale maggiore della stella compagna e quindi gli sottrae materiale gassoso in cui, raggiunta una certa temperatura, vengono innescate reazioni termonucleari con espulsione violenta di materiale gassoso che viene irradiato nello spazio interstellare. Quasi sempre la stella sopravvive alla esplosione e spesso, dopo un certo periodo di tempo il fenomeno si ripete dando luogo ad una stella nova ricorrente. La suddetta nova dista dal nostro pianeta circa 5.500 anni luce.

La stella nova non è visibile ad occhio nudo e per vederla è necessario un binocolo o un piccolo telescopio essendo di magnitudine superiore alla 8^. Anche il gruppo ricerca dell’ATA ha voluto immortalare in una foto questo evento celeste che quasi mai occupa le cronache dei giornali con titoli sensazionalistici come invece accade per gli incontri ravvicinati con asteroidi.

La foto è stata ripresa una diecina di giorni dopo la scoperta e la sua luminosità era già scesa sebbene di poco. L’immagine è stata ripresa col telescopio adibito alla ricerca amatoriale ovviamente in remoto considerata l’impossibilità di spostamenti causa Covid. I dati tecnici sono segnati a margine della foto.

Maurizio Scardella

Responsabile settore ricerca ATA

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